ISSREC-Istituto Sondriese per la Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea, Città di Sondrio e Biblioteca civica Pio Rajna promuovono, nel GIORNO DEL RICORDO 2010 mercoledì 10 febbraio alle ore 17.30 presso la biblioteca Pio Rajna di Sondrio, "Il dramma degli italiani al confine orientale tra guerra e dopoguerra" a cura di Bianca Ceresara Declich, presidente dell’ ISSREC.
La popolazione è invitata.
Il Giorno del Ricordo rappresenta l’occasione per ripercorrere gli anni difficili seguiti all’armistizio del ‘43, che sul confine nord-orientale videro perpetrarsi la tragedia delle foibe in due successive ondate: settembre-ottobre ’43 e maggio ’45. In quelle zone in cui il fascismo aveva schiacciato per vent’anni le minoranze slovene e croate, i partigiani di Tito scatenarono ondate persecutorie indiscriminate contro tutti gli italiani e, dopo il maggio ’45, contro tutti coloro che si opponevano all’annessione di quei territori alla Jugoslavia, paese vincitore a fianco degli Alleati contro il nazifascismo. Altrettanto drammatico fu l’esodo delle popolazioni giuliane e dalmate dopo il trattato di pace di Parigi (febbraio 1947), che assegnava Fiume, l’Istria, Zara e una parte del territorio di Trieste (zona B) alla Jugoslavia. Non c’era posto nell’Italia uscita in macerie dal conflitto mondiale per i trecentomila profughi, “imbarazzanti” in un clima politico che cercava la distensione, sullo sfondo di una nuova guerra, che vedeva uno scontro, seppur “freddo”, tra gli opposti schieramenti guidati da USA e URSS. Le forze politiche nazionali fecero un uso strumentale dell’esodo, da un lato agitando il tema del tradimento nazionale, dall’altro minimizzando o addirittura negando.
A distanza di più di sessant’anni, è tempo di fare luce e giustizia, anche per essere meglio attrezzati di fronte alle nuove sfide della contemporaneità.