E' stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.164 del 16 luglio la manovra finanziaria che di fatto è legge, approvata dalla Camera e dal Senato della Repubblica Italiana, recante disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria.
La manovra colpisce in maniera significativa il volontariato e il no profit in generale.
In particolare prevede tagli lineari pari al 5% per il 2013 e del 20% per il 2014 a tutte le agevolazioni, detrazioni, deduzioni, regimi di esenzione potrà comportare per gli enti non profit un aumento di imposizione e di adempimenti e si tradurrà in un aggravio organizzativo e gestionale. I costi per il non profit, per adeguarsi alle disposizioni, potrebbero, quindi, essere ben superiori.
Si specifica però che la disposizione non si applica, tuttavia, qualora entro il 30 settembre 2013 siano adottati provvedimenti legislativi in materia di riordino della spesa fiscale e assistenziale,che determinino effetti positivi, ai fini dell’indebitamento netto, non inferiori a 4 miliardi di euro per il 2013 ed a 20 miliardi di euro annui a decorrere dal 2014.
Non sono stati ancora chiariti i meccanismi attraverso i quali i tagli verranno operativamente applicati; si segnalano, tra le oltre 60 misure che interessano direttamente il Terzo Settore, i regimi ex 398/91, tutto il 148 (decommercializzazione di quote sociali e corrispettivi da soci), le attività commerciali e produttive marginali del volontariato, l'esclusione dall'imponibilità IRES delle attività istituzionali e di quelle connesse delle Onlus.
Inoltre, il taglio orizzontale opera anche sulle donazioni e sulle misure di risparmio fiscale riconosciute negli anni ai donatori (la norma + Dai - Versi, detraibilità da donazioni ad APS, Onlus ecc. da persone fisiche, deducibilità da donazioni operate da aziende).
Si prevede che attraverso uno o più decreti del Ministro dell’economia e delle finanze saranno stabilite le modalità tecniche per l’attuazione con riferimento ai singoli regimi interessati.
Tra le diverse voci d’intervento sono ipotizzati anche azioni che possano toccare, senza però alcuna previsione del taglio:
- la non imponibilità ai fini delle imposte di reddito dei proventi derivanti da attività commerciali e produttive marginali (art. 8 L. 266/91);
- l’estensione della non commercialità ai familiari degli associati delle cessione di beni e prestazioni di servizi (art. 20 L. 383/00);
Si può verificare leggendo il documento, i punti che toccano il terzo settore vanno dal punto 104 al punto 122 (con una previsione di -135 milioni) e dal punto 155 al punto 200 (con una previsione di -403 milioni).
Fonte: Infocontinua CSVnet
