Il presidente ANFFAS di Sondrio, Guido Mazzoni, chiede il rispetto della normativa per quel che riguarda il Piano straordinario del Governo di verifica delle invalidità civili.
 
Il Decreto 2 agosto 2007 prevede che i soggetti portatori di menomazioni o patologie stabilizzate o ingravescenti che abbiano ottenuto il riconoscimento dell'indennità di accompagnamento o di comunicazione, siano esonerati da ogni visita medica finalizzata all'accertamento della permanenza della minorazione, previo esame della documentazione agli atti.
 
Perchè l’INPS, per effettuare l’attività di verifica, non richiede prima all’ASL la documentazione sanitaria relativa ai soggetti selezionati?

Invece si chiede alla famiglia di dimostrare di appartenere agli esonerati con la produzione di documentazione, il cui reperimento e trasmissione è a volte più complesso e oneroso del presentarsi alla visita di controllo stesso.

 


 
Tra i provvedimenti che il Governo ha emanato, con successiva approvazione del Parlamento, per evitare sperperi del pubblico denaro che interessa in particolar modo anche Anffas (associazione famiglie con persone disabili intellettive e/o relazionali) c’è il Piano straordinario di verifica delle invalidità civili, previsto dall’art. 80 della legge 133 dell’anno scorso.

Si tratta dell’ennesima verifica sulle "false invalidità". Negli ultimi anni le posizioni di centinaia di migliaia invalidi civili sono state verificate in forza di norme approvate, in modo bipartisan, da tutti i governi che si sono succeduti. Quale sia stato l’esito di questi procedimenti in termini di recupero di provvidenze economiche indebitamente percepite, nessuno ha mai dato conto, come pure non è chiaro il costo complessivo di tale sistema di verifica straordinaria.

Il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, di concerto con quello dell’economia e delle finanze, ha emanato il 29 gennaio 2009 il Decreto di “Attuazione del piano straordinario di verifica delle invalidità civili.”. La norma è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale solo il 4 marzo, fissando le modalità di effettuazione dei controlli in "ragione dell’incidenza territoriale dei beneficiari di prestazioni rispetto alla popolazione residente". Questo significa che ci saranno più controlli nelle province in cui ci sono più invalidi.

I controlli devono essere effettuati in sinergia "con le diverse banche dati presenti nell’ambito della Amministrazioni pubbliche”. Ciò può significare una sola cosa: che prima si controllano gli atti di cui l’INPS è in possesso o può ottenere dall’ASL e/o altri Enti e solo dopo, se non ha elementi certi sull’appartenenza della persona disabile agli esonerati dal controllo, la si chiama a visita.

Nel caso le Commissioni di verifica rilevino l’insussistenza dei requisiti sanitari si procede alla immediata sospensione cautelativa delle provvidenze economiche e alla successiva revoca che decorre dal momento della visita.

Almeno 200mila posizioni in Italia devono essere verificate dall’INPS al fine di individuare persone che non possiedano i requisiti sanitari o reddituali per godere delle provvidenze economiche di invalidità civile (assegni, pensioni, indennità di accompagnamento) e ciò ci sta bene, eccome! Purchè fatto in modo finalmente efficace.

Il numero di posizioni interessate dal Piano, pari a 400.000, è superiore a quello indicato nella legge e trova ragione nella necessità di tenere conto di tutti gli scarti da effettuare in ordine a quelle situazioni che non potranno essere oggetto di verifica.

Ci si riferisce, in particolare, a coloro che risultino affetti dalle patologie di cui al DM 2.8.2007, relativo a tipologie di malattia a carattere ingravescente, che non sono sottoponibili a visite di revisione. 

Infatti il Decreto recita che i soggetti portatori di menomazioni o patologie stabilizzate o ingravescenti di cui al decreto interministeriale 2 agosto 2007, inclusi quelli affetti da sindrome da talidomide, che abbiano ottenuto il riconoscimento dell'indennità di accompagnamento o di comunicazione, sono esonerati da ogni visita medica finalizzata all'accertamento della permanenza della minorazione, previo esame della documentazione agli atti.

Il che significa che l’INPS prima di procedere alla convocazione per la visita medica dovrà verificare se la documentazione trasmessa dall’Azienda Asl di competenza consenta di individuare una patologia o menomazione stabilizzata o ingravescente, come stabilito dal Decreto interministeriale 2 agosto 2007. 

La stragrande maggioranza dei nostri iscritti convocati rientrano in modo evidente e certo in queste patologie, ma ciononostante, sono stati chiamati o gli è stato richiesto di produrre la documentazione che dimostri l’eventuale appartenenza alle categorie esonerate.

Perchè l’Istituto, secondo quanto disposto dal Decreto Interministeriale, per effettuare l’attività di verifica, non richiede prima all’ASL la documentazione sanitaria relativa ai soggetti selezionati?

Invece almeno a  Sondrio si chiede alla famiglia di dimostrare di appartenere agli esonerati con la produzione di documentazione, il cui reperimento e trasmissione è a volte  più complesso e oneroso del presentarsi alla visita di controllo stesso.

Per cui Anffas finora ha valutato caso per caso e poi consigliato di presentarsi a visita o di produrre documentazione di cui la famiglia già dispone.

Però ora i casi diventano numerosi, troppo numerosi, ed è giusto rivendicare un sacrosanto diritto.

Nonostante vada sottolineata la diponibilità e la cordialità degli operatori INPS e dei Medici addetti alla verifica che personalmente ho più volte verificato

NON È ACCETTABILE CHE PER L’ENNESIMA VOLTA I NOSTRI RAGAZZI, E  LE LORO FAMIGLIE VENGANO CHIAMATI A VISITA DI CONTROLLO DA CUI SONO ESENTI PER LEGGE O CHE LE FAMIGLIE VENGANO CHIAMATE A PRODURRE DOCUMENTAZIONE DI CUI L’ISTITUTO È IN POSSESSO O CHE PUÒ PROCURARSI SENZA FARNE CARICO AL CITTADINO.

E’ TROPPO CHIEDERE QUESTO O E’ UN PRIVILEGIO?


ANFFAS chiede il rispetto della normativa anche in considerazione che le nostre famiglie e i nostri figli hanno già tanti problemi di cui farsi carico quotidianamente e spesso senza l'aiuto e la comprensione di nessuno.
 
Il presidente ANFFAS Guido Mazzoni