Lorenzo Scaramellini, obiettore di coscienza alle spese militari di Chiavenna, il 13 ottobre u.s. ha ricevuto dall’agente della riscossione della provincia di Sondrio una “comunicazione di avvio della procedura di fermo amministrativo di beni mobili registrati” che gli intima di pagare - entro 20 giorni – 110,22 euro per il mancato pagamento di una quota IRPEF 2001 e 2002.
Tradotto in linguaggio corrente, se non pagherà entro il termine stabilito gli verrà bloccata l’autovettura, a tempo indeterminato. Lorenzo Scaramellini, obiettore di coscienza alle spese militari di Chiavenna, il 13 ottobre u.s. ha ricevuto dall’agente della riscossione della provincia di Sondrio una “comunicazione di avvio della procedura di fermo amministrativo di beni mobili registrati” che gli intima di pagare - entro 20 giorni – 110,22 euro per il mancato pagamento di una quota IRPEF 2001 e 2002.
Tradotto in linguaggio corrente, se non pagherà entro il termine stabilito gli verrà bloccata l’autovettura, a tempo indeterminato.

Il mancato versamento non è stato dettato dall’intenzione di evadere le tasse sottraendosi al dovere costituzionale di contribuire alle spese dello Stato in proporzione alla propria capacità contributiva (art.52 della Costituzione) nè ad altri motivi di interesse privato ma – al contrario – si spiega con l’adesione alla Campagna nazionale di “Obiezione di Coscienza alle Spese Militari per la Difesa Popolare Nonviolenta (OSM/DPN)” che, dal 1982, è promossa da numerosi movimenti per la pace e per la nonviolenza con l’obiettivo di ottenere una legge di opzione fiscale che, in continuità col riconoscimento dell’obiezione di coscienza al servizio militare e con numerosi atti legislativi già vigenti, dia la possibilità ad ogni cittadino/contribuente di scegliere – in sede di dichiarazione dei redditi – se continuare a finanziare la difesa militare o cominciare a sostenere economicamente lo studio, la ricerca e la sperimentazione di una difesa alternativa, civile, popolare e nonviolenta che lo Stato (ai sensi dell’art.8 – comma e della Legge 230/98) dovrebbe garantire.

La sua azione, sotto il profilo etico, politico, sociale e culturale, è stata condivisa da decine di persone e associazioni che hanno deciso di lanciare un appello di solidarietà, che si chiede di sottoscrivere:

"(...)consapevoli che il suo gesto non ha alcuna pretesa di carattere economico (sottrarsi al pagamento delle imposte dovute) ma che si propone come strumento di denuncia dello scandaloso divario tra le risorse pubbliche destinate a finanziare la guerra (pari, nel 2007, a oltre 33 miliardi di dollari in Italia e a 1339 miliardi di dollari nel mondo, vedi annuario SIPRI) e quelle – pressochè inesistenti – destinate ad uscirne, mentre l’80% della popolazione mondiale è costretta a vivere col 20% delle risorse disponibili senza potersi assicurare il minimo per la sopravvivenza quotidiana

  • 1) abbiamo deciso di versare 1 euro, contribuendo simbolicamente al pagamento dell’IRPEF dovuta da Lorenzo Scaramellini riscattando l’autovettura sottoposta a “fermo amministrativo”

  • 2) ci rendiamo a nostra volta disponibili a partecipare alle iniziative in corso e in fase di organizzazione che si muovono nella prospettiva di abbandonare progressivamente la guerra come strumento di risoluzione dei conflitti internazionali, destinando adeguate risorse allo studio, ricerca e sperimentazione di alternative nonviolente, a cominciare dai Corpi Civili di Pace, già oggetto di impegni e pronunciamenti da parte dell’ONU e dell’Unione Europea".

Oggi i cittadini non hanno la possibilità di decidere cosa finanziare con le proprie tasse perché lo Stato le incassa e le utilizza per tutte le spese, tanto quelle militari quanto quelle destinate alla sanità, alla scuola, al sociale in genere... L'appello di solidarietà lanciato in seguito all'avvio di procedura del fermo amministrativo dell'obiettore di coscienza valtellinese diventa così un'occasione per provocare dibattito e perseguire l'obiettivo della Campagna OSM/DPM: ottenere una legge di "opzione fiscale" che, in sede di dichiarazione dei redditi, consenta ai singoli cittadini di scegliere se continuare a finanziare le spese militari o piuttosto un modello alternativo, civile e nonviolento, considerato il riconoscimento dello Stato italiano, nel 1972, del principio dell'obiezione di coscienza.

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Maggiori informazioni sulla campagna di obiezione di coscienza alle spese militari possono essere chieste all'Agenzia per la Pace telefonando allo 0343 32104 o mandando una mail all'indirizzo axp@agenziaperlapace.it